Nell’ultimo anno le attività sono state portate avanti all’insegna del nuovo motto del progetto, coniato durante la missione di verifica dell’Agosto del 2011: dall’assistenzialismo all’assistenza tecnica!

Nell’Ospedale è stata ormai fondata una vera e propria azienda agricola, chiamata Itigi Farm, con relativi incassi e uscite; una realtà che è già in grado di sostenersi in maniera autonoma coprendo tutte le spese. Presso la vendita diretta realizzata all’interno dell’Ospedale si commercializzano le produzioni degli orti e dei frutteti e presto saranno venduti i prodotti dell’allevamento avicunicolo, dell’attività apistica e dell’itticoltura.

Orti e frutteti sono in continua espansione per soddisfare la crescente richiesta dei commercianti della zona: camminando per il mercato della frutta e verdura di Itigi troviamo ormai i nostri ortaggi su quasi tutte le bancherelle! L’adozione di un sistema di irrigazione a goccia ha permesso di ottenere produzioni di qualità consumando quantitativi minori di acqua, mentre la parte relativa ai frutteti è stata ampliata con piante di Mango innestate (che permetteranno una più veloce entrata in produzione), un bananeto, un paio di filari di frutto della passione, piante di avocado, papaia, agrumi e Moringa oleifera (un albero dai molteplici usi: dall’alimentazione umana, a quella animale, alla medicina tradizionale, alla depurazione dell’acqua)

Con l’arrivo sul progetto della volontaria Francesca Lanciano, neolaureata in Agraria a Perugia, che resterà in Tanzania fino a fine Luglio, hanno preso corpo le attività relative ai piccoli allevamenti e all’apicoltura. Sono state costruite una quindicina di arnie, tutte prontamente colonizzate da sciami selvatici attirati dalla cera immessa all’interno come esca, e nuove arnie sono in costruzione presso la falegnameria dell’Ospedale. Nel pollaio di nuova realizzazione, ricavato da un vecchio container opportunamente modificato, abbiamo circa trenta pollastri selezionati, di razza locale, a duplice attitudine. Nel giro di un mese dovrebbero iniziare con le produzioni di uova e grazie ad un incubatrice in arrivo con un container dall’Italia sarà avviata una produzione di pulcini da utilizzare sia per ampliare l’allevamento dell’Ospedale che per fornire una buona razza avicola gli allevatori della zona. In una struttura adiacente al pollaio è iniziato l’allevamento di conigli, partendo da 5 capi, anch’essi di razza locale, mentre nel laghetto, ormai ben popolato di pesci del genere Tilapia di buone dimensioni, aspettiamo Agosto per effettuare una nuova pesca.

Le produzioni della stalla sono in netto miglioramento, l’azione congiunta sui tre aspetti fondamentali (alimentazione, genetica e gestione) sta dando i suoi frutti. Vi è ancora un’elevata differenza di produzioni tra stagione delle piogge e stagione secca ed ancora molto è possibile fare, intanto dalla prossima stagione avvieremo la produzione di fieno in presse, garantendo così una buona disponibilità di alimento anche durante la stagione secca e di conseguenza produzioni più costanti durante l’arco dell’anno.

Anche per quanto riguarda il lavoro portato avanti con i coltivatori locali, con lo scopo di migliorare le produzioni agricole e zootecniche della zona, vi sono buone novità. Sono stati formati gruppi di agricoltori, al momento 8 nel raggio di una trentina di km , e sono stati forniti ad ogni gruppo semi, agrofarmaci e vaccini per avicoli, accompagnando il tutto con la dovuta formazione ed è stato inoltre organizzato un seminario sull’apicoltura tenuto da Francesca. Tra le semente, le forniture maggiori hanno riguardato il mais (più di 600 Kg), ed in particolare la varietà risultata più adatta alla zona nei test effettuati le scorse stagioni nei campi sperimentali dall’Ospedale, varietà che anche quest’anno nonostante numerose nuove varietà in prova, si è dimostrata la più precoce e la più adatta all’andamento pluviometrico della zona.

Oltre ad Itigi sono stati portati avanti i lavori a Miuyji, presso il vigneto e la cantina, ed impostate nuove attività nei pressi di Bagamoyo, una regione nella zona costiera nei pressi di Dar es Salaam. A Miyuji, grazie ad un contributo della Fondazione Ferruccio e Lally Marchi e della Facoltà di Agraria di Firenze, sono stati avviati i lavori necessari al reimpianto di parte del vigneto della Missione ed a garantire disponibilità idrica presso il vigneto stesso e la cantina. Dalla prossima vendemmia (Agosto) gestirà la sua prima vinificazione Padre Henry Matandula, il Sacerdote Tanzaniano che è venuto in Italia lo scorso anno per fare esperienza presso l’azienda vitivinicola di Montepaldi e per seguire dei corsi di Viticoltura ed Enologia presso la Facoltà di Agraria di Firenze. A Bagamoyo invece il nuovo progetto riguarda principalmente l’ananas: i Missionari Tanzaniani del Prezziosissimo Sangue   hanno avuto in gestione dei terreni, più di 100 ettari, hannno chiesto la nostra collaborazione per valutarne potenzialità produttive e per ipotizzare un piano colturale; sembra che la coltura più redditizia per la zona possa essere l’ananas!

Il progetto cresce ed è sempre più conosciuto ed apprezzato, proprio in questi giorni una coppia di giovani sposi di Itigi è venuta a fare il servizio fotografico attorno al laghetto dei pesci e nella zona dell’orto e dei frutteti… e pensare che prima non era altro che arida savana!

Gabriele Maneo